“IL VENTO TRA LE BETULLE” Diario di Domenico Travaglini, giovane partigiano catturato e imprigionato nei lager nazisti.



Articolo di marcotravaglini in data 22-03-2015

“Era il 12 settembre 1943 ed avevo diciotto anni. Insieme ad alcuni compagni, stavo guardando le ragazze che uscivano dal Duomo di Ascoli Piceno, dopo la messa solenne della domenica, quando un reparto motorizzato tedesco apparve sulla piazza dell’Arengo e ci sfilò davanti. I soldati indossavano la divisa coloniale ed erano in assetto da combattimento…”

E’ l’inizio della personale ‘odissea’ di Domenico Travaglini, catturato dai militari tedeschi nel corso dei combattimenti sul Colle San Marco, dove trovarono la morte tanti coraggiosi ascolani:

“ … un soldato mi tolse di dosso il telo da tenda, gridando improperi verso di me e Badoglio con la faccia stravolta dall’odio; vide il coltello, lo impugnò e lo sollevò per colpirmi al petto. Improvvisa, inaspettata e terribile, forse dolorosissima, sarebbe venuta la fine. Ma la voce imperiosa di un ufficiale intimò al soldato di desistere da quella esecuzione arbitraria. Continuando a perquisirmi, trovò le bombe a mano, ed ogni volta che ne estraeva una dalle tasche, mi sferrava un pugno, ma io non sentivo dolore, perché in quei momenti ogni sensibilità è sopita…”

Domenico passa due anni infernali errando dai lager dell’Alta Slesia, fino ai confini con la Polonia, quindi in Cecoslovacchia. Gravemente ammalato, denutrito, in fin di vita … non si arrende e trova la forza per andare avanti, nella certezza di rivedere il suo Belpaese.
“Il vento tra le betulle” ci mostra gli orrori della guerra con gli occhi di un poeta, in grado di scorgere la bellezza ovunque: nel vento che muove le cime degli alberi che circondano il campo di concentramento; nel volto degli uomini che soffrono, maltrattati, umiliati, uccisi ...
Domenico è sempre pronto ad aiutare i più deboli, senza distinzioni di sorta, compagni d'arme italiani, soldati Alleati, civili tedeschi.
E’ l’estate del 1945 e la guerra volge al termine, il giovane si appresta a lasciare la Germania:
“… Una folata di vento fece tremare i rami delle betulle, che adesso avevano perso tutte le foglie e assunto un malinconico aspetto cadente. I bianchi rami sottili fluttuavano nel vento in un totale abbandono. Poi la nebbia nascose tutto. Ed il villaggio scomparve.”
“Il vento tra le betulle” di Domenico Travaglini, Andrea Livi Editore (Fermo)

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